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Sanità, a Milano primo laboratorio di genetica forense Polizia in ospedale

Niente più campioni in viaggio verso Torino o Roma, per l’estrazione del Dna da reperti raccolti sulle scene del crimine in Lombardia. Nella regione nascerà il Laboratorio di genetica forense della Polizia scientifica. E per la prima volta in Italia verrà realizzato all’interno di un ospedale pubblico, il Fatebenefratelli di Milano. E’ quanto sancisce il Protocollo d’intesa siglato oggi nella struttura sanitaria meneghina tra il ministero dell’Interno-Dipartimento della pubblica sicurezza, la Regione Lombardia e l’Asst Fbf Sacco. “Un unicum”, lo ha definito il capo della Polizia Franco Gabrielli, dopo la sottoscrizione dell’intesa avvenuta alla presenza del ministro dell’Interno Matteo Salvini.

“Oggi sono qui per un centro all’avanguardia a livello internazionale, frutto di una collaborazione fra Regione Lombardia e Polizia di Stato. Cerco di dare un significato a ogni giorno da ministro”, commenta il vicepremier. Il laboratorio occuperà un’area di oltre 200 metri quadrati, avrà “ambienti moderni”, spiegano i promotori, che saranno ristrutturati con il sostegno della Regione. Palazzo Lombardia ci mette infatti 725 mila euro, mentre l’investimento della Polizia dovrebbe arrivare a circa 800 mila euro. Fondi che “abbiamo già a bilancio – assicura il prefetto Vittorio Rizzi, direzione centrale Anticrimine della Polizia di Stato – perché la costituzione di un polo di genetica a Milano è un obiettivo che inseguiamo da diverso tempo”.

Sarà un investimento in “uomini e mezzi”, dice Salvini. “Una linea di genetica forense ha 3-4 biologi e poi tutto il personale di staff, cioè tecnici di laboratorio – illustra Rizzi – Noi abbiamo già un biologo a Milano. Adesso ne mettiamo altri 2 e saliremo a 3 subito. Poi il quarto arriverà appena apre il laboratorio”. I locali verranno consegnati dall’ospedale “prima di Pasqua”, in primavera, secondo il cronoprogramma riferito dal Dg dell’azienda socio sanitaria territoriale, Alessandro Visconti. “Noi da quel momento in poi allestiremo il laboratorio – aggiunge Rizzi – Vuol dire portare apparecchiature molto sofisticate e mettere il laboratorio in qualità, perché si devono gestire i processi di lavorazione secondo standard Iso 17025.

Il fatto che sia dentro l’ospedale è un valore aggiunto, predispone a uno scambio di esperienze fra genetisti che fanno mestieri diversi, arricchirà entrambi perché noi guardiamo alcune aree del Dna e loro altre”.

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